In Abruzzo l’aria
ha un sapore diverso
Giorgio Manganelli
TERRITORIO
Il terroir delle Colline Teramane
Dove il clima si fa vino
Controguerra, al confine tra Abruzzo e Marche, è da sempre terra vocata alla vite.
A 320 metri sul livello del mare, le nostre colline godono di un microclima eccellente: la catena del Gran Sasso le protegge dai venti freddi del nord, il Mare Adriatico – visibile da qui nelle giornate limpide – mitiga le temperature e porta una brezza costante che esalta i profumi dei grappoli d’uva.
Esposizione, ventilazione, escursione termica controllato: un insieme di condizioni che rendono questo territorio una culla del buon vino.
Terreni argillosi,
radici profonde
Qui la terra è venata d’argilla: un suolo che trattiene l’umidità nei periodi secchi e la cede gradualmente alle viti. È proprio da questi suoli argillosi che deriva quella struttura, quella densità e quella profondità al sorso che rende così riconoscibili i vini Illuminati.
I vigneti
110 ettari di vigne, tutti sotto il nostro sguardo
Dalla cantina in cima alla collina di Controguerra si vedono quasi tutti i nostri appezzamenti: 110 ettari di vigneti che coltiviamo e gestiamo direttamente: conosciamo e seguiamo ogni parcella dalla potatura alla raccolta.
Le viti crescono in parte a filare, secondo la tradizione abruzzese, in parte a tendone, per garantire la produzione in ogni condizione atmosferica.
I vitigni
Coltiviamo i grandi vitigni autoctoni di questo territorio: Montepulciano, Trebbiano, Passerina, Pecorino, Verdicchio. Ognuno trova nella nostra gamma la sua peculiare espressione: dal Montepulciano delle Riserve, che raggiunge la sua massima complessità dopo anni di affinamento, ai bianchi autoctoni che restituiscono con precisione il carattere del terroir argilloso da cui provengono.
TERRITORIO
Le denominazioni
L’unica DOCG dell’Abruzzo nasce qui
I nostri vini ricadono sotto due denominazioni: la DOC Controguerra, e la DOCG Colline Teramane Montepulciano d’Abruzzo, al momento l’unica DOCG di tutto l’Abruzzo.
Fu Dino Illuminati a credere per primo che queste colline meritassero una denominazione d’eccellenza: fu lui a costruire i rapporti tra i produttori del territorio, a guidare la costituzione del Consorzio di Tutela e a portare avanti per anni un progetto collettivo che nel tempo ha cambiato la storia del vino abruzzese.
Il rapporto con la terra
Cura concreta, giorno dopo giorno
Lavoriamo per preservare il terreno e consentirgli di dare i suoi frutti senza forzature.
Riduciamo al minimo i trattamenti fitosanitari, utilizziamo concimazioni organiche, manteniamo l’inerbimento tra i filari per favorire la vita nel suolo.
Molte operazioni in vigna vengono ancora svolte a mano: dalla potatura alla raccolta perché la presenza e l’attenzione umana fa la differenza.
Prestiamo attenzione alla biodiversità intorno ai vigneti: siepi, alberi da frutto, fasce inerbite sono parte di un ecosistema che sostiene la vigna e la rende più resiliente.
